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 Per saperne di più

 

 

I materiali Montessori, di Prisca Melucco 

caratteristiche  

catalogo    

 

I 4 piani di sviluppo, di Camillo Grazzini

 

L’ambiente educativo, Speciale Vita dell’infanzia

 

I materiali di sviluppo, il movimento e il dominio spazio-temporale, di Enrica Baldi

 

Maria Montessori: l’educazione senso-motoria, strada dell’intelligenza e della creatività, di Enrica Baldi

 

Lifelong Montessori, di Federica Traversi

Lifelong  learning 

“Nella concezione di Maria Montessori, l’educazione non è un episodio della vita: essa dovrebbe cominciare con la nascita e durare così a lungo come la vita stessa. L’educazione è concepita da lei non soltanto come una “trasmissione di cultura”, ma piuttosto come un aiuto alla vita in tutte le sue espressioni” (Mario M. Montessori). 

 

Queste parole di Mario M. Montessori sintetizzano lo spirito che informa tutto l’approccio educativo montessoriano e ne segnano la differenza rispetto all’istruzione tradizionale.
La finalità di questo approccio non è  solo quella di “istruire” per “trasmettere cultura”, immettendo informazioni e nozioni disciplinari come avviene nella scuola tradizionale. La finalità è, invece, quella di e-ducare (portare fuori) il potenziale di cui ciascun individuo dispone, aiutandolo ad esprimersi al meglio in tutte le espressioni della vita e lungo tutto il suo percorso.

Tutte le modalità montessoriane dell’apprendimento non sono quindi finalizzate solo ai risultati scolastici ma ad imparare ad amare l’apprendimento stesso, in ogni sua forma, circostanza e fase della vita. Il che equivale non solo ad amare lo studio e la conoscenza in sé ma ad amare la vita.
La “cultura” che ne deriva è più intensa e profonda, “dilatatrice” e “di vastità”, e i buoni risultati scolastici che si conseguono non sono altro che uno degli effetti. 

 

 

Apprendimento individualizzato 

Scuola superiore Montessori di Wertingen (Germania)Questo approccio “biofilo” (Laeng) non si focalizza, come avviene nella scuola tradizionale, sulla massa degli allievi da istruire, ma sul singolo bambino ed adolescente, di cui vengono rispettati i bisogni interiori, i tempi ed i modi personali di apprendere.

Le prassi montessoriane, didattiche e non, sono concepite, modulate ed implementate, per aiutare il singolo allievo nel “suo sviluppo mentale e affettivo oltre che fisico”, coinvolgendone, in contemporanea ed in modo integrato, il fisico, la psiche e la mente. Per questo, la stessa didattica montessoriana è psicodidattica: psicoaritmetica, psicogeometria, psicogrammatica, psicomusica.


Inoltre, tutte le prassi montessoriane sono concepite per essere “esperienze di vita significative” che, aiutando il singolo nelle varie fasi del suo percorso di crescita, mirano a “formare l’uomo” nell’infanzia e a “sviluppare l’uomo” nell’adolescenza, rispettando la sua unica ed irripetibile individualità. Per questo il Montessori risponde alla esigenza attuale di passare dall’istruzione di massa alla auspicata “istruzione di massa su misura” (Gardner). 

 

Pedagogia scientifica

La cosiddetta “Idea Montessori” di educazione come “aiuto alla vita” non nasce in una donna di scienza interessata a provare teorie. Essendo un medico, il suo interesse è stato, sin dall’inizio, quello di individuare le cure più efficaci per promuovere la salute ed il benessere della persona. Il metodo con cui farlo, per lei, non poteva essere che quello scientifico, basato sulla sperimentazione e sulla osservazione.

E proprio dalle prime osservazioni sistematiche, condotte sui bambini di un quartiere povero di Roma, San Lorenzo, la Dott.ssa si convinse che era necessario sviluppare modalità educative che non ostacolassero i bambini, ma che fossero in sintonia con le loro personali caratteristiche ed i loro bisogni profondi. In sperimentazioni condotte poi in ogni parte del mondo, osservando i comportamenti di bambini di ogni razza, ceto sociale, cultura, posti in un “ambiente preparato” per essere al contempo “liberante e costruttivo”, è riuscita a penetrare “il segreto dell’infanzia”, fino ad arrivare alla “scoperta del bambino” e del “suo metodo”: del bambino, precisava sempre la Dott.ssa,  e impropriamente detto  “ metodo Montessori”.

Analogo è stato il percorso seguito per “scoprire l’adolescente”, percorso indicato dalla Dott.ssa e oggi proseguito dagli sperimentatori montessoriani nel mondo (vedi la sezione "adolescenza").

Il carattere scientifico di questo percorso, scaturito dalla osservazione empirica, spiega il perché le idee principali della Montessori siano oggi supportate da una enorme massa di ricerche, condotte dalla psicologia dello sviluppo. Spiega inoltre perché alcune delle sue principali idee sullo sviluppo, che si sono affermate solo più tardi, e che raramente le vengono attribuite, oggi costituiscano il comune modo di pensare, mentre le ricerche attuali condotte nel campo delle neuroscienze continuano a confermare quanto da lei anticipato. 

 

Visione  olistica 

Studiando l’intero sviluppo dell’essere umano, la psicologia evolutiva di Maria Montessori ne ha individuato il “progetto olistico”: un lavoro di trasformazione e costruzione di sé durante le varie fasi della crescita, che si presenta come una sequenza di vere e proprie “metamorfosi”. Questo lo si deve al fatto che la Dott.ssa, da vero medico ippocratico, ha osservato l’essere umano come persona intera.
L’interpretazione montessoriana dello sviluppo dell’essere umano, è quindi sempre olistica. “E lo è in due modi: dapprima perché Montessori è attenta ad ogni aspetto dello sviluppo (fisico, intellettuale, emozionale, ecc.); secondariamente perché – nel contempo – Montessori è attenta ad ogni e a tutte le fasi dell’età evolutiva. Ecco la ragione per cui Montessori è doppiamente olistica: per ogni fase dello sviluppo considera l’individuo nella sua globalità; e, poi, l’“intero” individuo in una particolare fase evolutiva (es. adolescenza) è considerato nell’ambito del continuum del suo sviluppo” (Grazzini). 

 

Il continuum montessoriano 

La visione globale della psicologia evolutiva della dott.ssa Montessori si articola nei quattro piani (o fasi) dello sviluppo, da lei individuati grazie all’osservazione attenta del “ritmo costruttivo della vita”. Questi piani, nel Montessori, costituiscono “telaio ampio e struttura puntuale in cui ogni studio dettagliato o esame specifico si inserisce propriamente”(Grazzini). La scoperta dei periodi sensitivi, oggi riconosciuti da tutti gli studiosi, non viene invece tenuta in considerazione nella scuola tradizionale, come possiamo vedere nel seguente grafico che la rappresenta

           istruzione tradizionale

 

L’istruzione tradizionale inizia a sei anni, non considerando l’ importanza fondamentale per la formazione dell’essere umano del periodo 0-6 anni. Lo sviluppo viene inteso come lineare: la sua linea obliqua si innalza in modo uniforme col trascorrere degli anni e si eleva sempre di più col crescere dell’età dell’individuo. La suddivisione in blocchi rappresenta i  vari gradi in cui l’istruzione risulta articolata. Le frecce rappresentano quanto attiene al campo dell’azione educativa: materie, insegnanti, conoscenza aumentano conformemente al livello di istruzione, ovvero con l’età dell’individuo, presumendo che l’intelligenza e la capacità di acquisizione aumentino costantemente con lei. La vita sembra svolgersi secondo un piano singolo, grande e soprattutto lineare.

Al contrario, come possiamo vedere dal seguente grafico:

Montessori: il ritmo dello sviluppo    il Montessori

 

la rappresentazione montessoriana del “ritmo dello sviluppo” non è lineare, ma ne registra “i picchi e le valli” usando l’immagine geometrica dei triangoli. Questi si susseguono lungo la linea orizzontale della vita e ne scandiscono il ritmo, dalla nascita a 24 anni, con un periodo di sei anni ciascuno. Le linee oblique dei singoli triangoli indicano la progressione e l’accrescimento di sensitività particolari e di specifiche caratteristiche di queste sensitività. E’ la Natura stessa a far raggiungere il massimo intorno alla metà di un intero periodo, quando la linea di progressione inverte la direzione e diviene linea di regressione/decrescenza. La parte sinistra del triangolo rappresenta lo schiudersi di una fase della vita, mentre la parte destra il concludersi di una fase vitale, che è però anche preparazione all’aprirsi di una nuova fase di sviluppo, con sue sensitività e caratteristiche del tutto nuove. E’ quindi evidente il ruolo vitale dei “periodi sensitivi” o delle sensitività che, cambiando natura da una fase ad un’altra, determinano le caratteristiche proprie di ogni fase. Queste sensitività guidano lo sviluppo e ne determinano il ritmo. 

La sequenza alternata dei colori rosso e blu indica le differenze, ma anche le somiglianze, tra i diversi piani. I triangoli in rosso, suddivisi ciascuno in due sottopiani identici, rappresentano i periodi creativi dello sviluppo: infanziae adolescenza. I triangoli in blu, indivisi, rappresentano le fasi calme, di crescita uniforme: fanciullezza e maturità.
Perché l’apprendimento risulti veramente efficace, e riguardi l’intera persona e non solo i suoi risultati scolastici, il Montessori rispetta il ritmo naturale dello sviluppo, sintonizzandosi con le specifiche sensitività dei vari piani di sviluppo e con la loro tempistica. 

 

Pedagogia del fare 

Altra differenza sostanziale rispetto alla scuola tradizionale è che in tutte le classi Montessori, di ogni ordine e grado, l’apprendimento si compie attraverso il movimento finalizzato. Scuola media Montessori di Rohrdorf (Germania): la lavorazione del feltroInfatti, la Dott.ssa, scientificamente convinta che pensiero e movimento fossero intimamente connessi, considerò un vero problema la posizione stazionaria in cui il bambino e l’adolescente venivano e purtroppo vengono ancora oggi tenuti a scuola. Per questo il movimento è parte integrante e fattore costante del programma educativo da lei sviluppato.

Il movimento, nel Montessori, ha carattere autonomo ma non è mai fine a se stesso, perché tende ad allineare corpo e mente grazie ad attività finalizzate che impegnano l’intera persona in un lavoro costruttivo.

Queste intuizioni della Montessori sono oggi ampiamente supportate dalle odierne ricerche, che hanno provato e continuano a provare:

  1. quanto sia intima la connessione del movimento corporeo con lo sviluppo, il pensiero e l’apprendimento;
  2. quanto le attività finalizzate siano autorinforzanti;
  3. quanto il movimento autonomo sia legato a ciascuno dei processi fondamentali per lo sviluppo della mente.

La pedagogia montessoriana non è quindi ricezione passiva di quanto trasmesso dall’adulto ma è pedagogia del fare, in cui lo studio non è il fine ma il mezzo necessario per fare.

 

Strumenti necessari 

Gli strumenti necessari per poter attuare questo tipo di pedagogia sono tre: ambiente preparato, materiali, insegnante. Questi tre strumenti hanno specifiche caratteristiche per poter essere efficaci nel percorso educativo del bambino e dell’adolescente. 

AMBIENTE  PREPARATO 

L’ambiente montessoriano è opportunamente “preparato” per essere “liberante e costruttivo” (Scocchera). Montessori Elementary School(TMES Albuquerque)Infatti  è “liberante” e non libertario, in quanto permette la spontanea ed autonoma attività individuale e la libera scelta dell’attività all’interno di una serie limitata di opzioni. E’ al contempo “costruttivo”, in quanto indirizza verso uno scopo esterno, definito e costruttivo, gli impulsi e le energie interiori del bambino o dell’adolescente, rispondendo così al loro bisogno interiore di ordine. Per raggiungere queste finalità, l’ambiente preparato deve essere: 

  • bello, nel senso di gradevole, curato ed accogliente, per stimolare il desiderio di  esplorarlo, conoscerlo, appartenervi e prendersene cura;
  • ordinato, nel senso di “ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa”, per rispondere al bisogno interiore di ordine che è funzionale alla costruzione di una mente ordinatrice, necessaria alla conoscenza di sé e del mondo;
  • stimolante, nel senso di ricco di percezioni sensoriali che attraggono la curiosità e catturano l’attenzione. Questa si trasformerà in concentrazione e memoria, quindi in conoscenza acquisita, grazie alle attività finalizzate;
  • polifunzionale, nel senso che l’organizzazione dello spazio deve consentire lo svolgersi di più attività, individuali o di gruppo, di relazione o di isolamento, manuali o intellettive,etc.;
  • interconnesso al suo interno, nel senso che, nello spazio classe, le varie aree didattiche sono distinte ma integrate, affinché chi apprende impari a riconoscere “i rapporti” tra le cose che sta apprendendo e non solo i dettagli delle cose stesse;
  • interconnesso ed interdipendente verso l’esterno, nel senso che permette il continuo collegamento con gli spazi esterni della  “comunità scuola”, del territorio, del mondo.

Tutte queste caratteristiche dell’ambiente preparato montessoriano sono prescrittive, data l’importanza che la Montessori riconosce ai processi di assorbimento mentale e di introiezione psichica dell’ambiente esterno, processi che si verificano nel periodo di formazione del bambino e di sviluppo dell’adolescente. Ovviamente l’ambiente sarà diversificato e dimensionato riguardo all’età, rispettando i diversi “piani di sviluppo” e le caratteristiche dei vari “periodi sensitivi”.
Dovendo consentire non semplici esperienze di studio ma “esperienze di vita significative”, la preparazione di questo tipo di ambiente educativo risponde al seguente principio guida: “mentre nel periodo dell’infanzia l’ambiente dovrà ricostruire artificialmente la vita, nell’adolescenza sarà la vita stessa a costituire l’ambiente preparato in cui il giovane deve fare il suo ingresso”. (vedi Infanzia e Adolescenza e relativi esempi di ambienti preparati). 

MATERIALI  DI  SVILUPPO sensoriale e culturale 

I “materiali di sviluppo” costituiscono un’altra caratteristica distintiva del percorso educativo montessoriano e ne sono strumento imprescindibile per aiutare il bambino nella sua individuale e personale ricerca delle “strutture d’ordine della realtà”.Montessori Elementary School(TMES Albuquerque)
Infatti la Montessori, avendo scientificamente rilevato nel bambino che cresce ed apprende non solo l’esigenza di assimilare i contenuti dell’esperienza ma soprattutto il bisogno di “dare ordine a tali contenuti”, per “dare unità e coerenza al mondo interiore di pensieri e sentimenti che si va organizzando” (Laeng), ha messo a punto un vasto catalogo di “materiali di sviluppo”.
Non si tratta di semplici materiali didattici bensì di materiali:

  • scientifici, in quanto progettati, implementati, progressivamente perfezionati lungo vari decenni, grazie all’osservazione e allo studio delle caratteristiche dell’infanzia e delle reazioni, comportamenti e suggerimenti avanzati dagli stessi bambini nell’uso pratico del materiale;
  • strutturati, in quanto ogni oggetto è realizzato per rispondere ad una precisa finalità;
  • autoeducativi, in quanto, partendo dalla percezione sensoriale proposta, attivano il processo di scoperta ed apprendimento delle “strutture d’ordine” che permettono la formazione di una mente ordinatrice, flessibile e creativa, con modalità autonome rispetto all’istruzione dell’adulto;
  • auto-correttivi, in quanto, essendo astrazioni materializzate studiate appositamente per dare, nel loro uso, la percezione dell’errore, consentono al bambino stesso di controllare l’errore e quindi la verifica, l’autovalutazione, l’autonomia.

L’uso ripetuto di questi materiali costituisce la componente più importante di una scuola Montessori per attuare l’autoeducazione, in quanto consentono il lavoro individuale, la concentrazione, i processi di astrazione e di generalizzazione, con i quali ogni bambino, senza l’intervento diretto dell’insegnante, elabora e costruisce la sua visione del mondo e della cultura (Cevenini).
In genere, alla dotazione storica del già ricco catalogo dei materiali Montessori considerati “classici” (vedi Per saperne di più) si aggiungono sempre nuovi strumenti, congrui e conformi ai principi del metodo, studiati ed inventati dall’insegnante che li sperimenta e li adotta.
La figura dell’insegnante rappresenta quindi il terzo cardine su cui si fonda il Montessori. 

L’INSEGNANTE 

L’insegnante Montessori non svolge la funzione tradizionale di chi “istruisce trasmettendo cultura”. Rinunciando al potere “cattedratico” e alla “centralità” che caratterizza il suo ruolo nei contesti educativi tradizionali, mette  al “centro” del processo educativo il bambino e l’adolescente. Ma così facendo, assume un ruolo molto più impegnativo, in quanto svolge la delicatissima e fondamentale funzione di “organizzatore ed osservatore della vita psichica e culturale” (Scocchera) del bambino e dell’adolescente. Da “e-ducatore”, e non semplice istruttore, egli propone, predispone, osserva, stimola, orienta.

Il teorema di Pitagora spiegato con il materiale montessoriano in una scuola austriaca(Pädagogischen Hochschule   Oberösterreich)Il Montessori richiede all’insegnante “una specie di fede” che il bambino e l’adolescente si riveleranno attraverso il lavoro nell’ambiente opportunamente preparato. E’ proprio questo tipo di ambiente a svolgere, nel Montessori, la funzione di “maestro” di vita e di cultura. L’ambiente preparato consente l’attività spontanea e quindi lo sviluppo attivo e costruttivo attraverso un processo di autoeducazione. Quindi l’insegnante Montessori rappresenta il fondamentale “trait-d’union” tra bambino o adolescente e l’ambiente preparato.

Opportunamente formato sulla conoscenza dei principi generali dell’approccio scientifico montessoriano all’educazione, ciascun insegnante si specializza apprendendo le prassi consolidate, specifiche e differenziate, proprie di ciascun piano di sviluppo. A queste prassi consolidate l’insegnante potrà aggiungere iniziative e pratiche che, in linea con lo spirito del metodo, saranno suggerite dalla sua personale creatività, inventiva, curiosità, entusiasmo e sensibilità.

Tutto questo rende ogni classe Montessori diversa dalle altre, anche quando si trovano inserite in uno stesso istituto e dotate degli stessi strumenti e materiali, i quali, invece, sono gli stessi in ogni parte del mondo.

      

 

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